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Prudenza: una virtù antica per la medicina moderna

Type of publication Not peer-reviewed
Publikationsform Original article (non peer-reviewed)
Author Cometta Mosè,
Project L'evoluzione dell'identità ticinese nel processo della globalizzazione: un approccio geo-filosofico
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Original article (non peer-reviewed)

Journal Rivista per le Medical Humanities
Volume (Issue) 1(37)
Page(s) 23 - 26
Title of proceedings Rivista per le Medical Humanities

Abstract

Che ruolo è chiamato a svolgere oggi un medico? Così come l'essere umano è definito dalla doppia polarità fra corpo e anima, le sue attività sono attraversate dalla tensione fra aspetti teorici e pratici. La medicina, in quanto sapere pratico, è uno degli ambiti in cui tale tensione si fa più potenzialmente pericolosa. Ogni paziente è infatti una singolarità irriducibile, pur presentando somiglianze e affinità con altri casi clinici. In questo senso, il medico è chiamato a esercitare l'antica virtù della prudenza - già considerata dai filosofi antichi e medievali come chiave di volta delle attività umane. Riscoprire la prudenza significa infatti accettare le innovazioni tecniche e scientifiche senza mitificarle, soppesando i limiti delle nostre conoscenze e operando caso per caso alla ricerca del bene concreto. Questo implica lo scendere a patti con la corporalità (la nostra dimensione spaziale), la peculiarità di ogni caso clinico, i limiti delle nostre conoscenze e delle nostre tecniche. Una medicina prudente capisce la differenza fra il pro-porre un trattamento e l'im-porlo, imparando così a prendersi veramente cura dei propri pazienti.
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