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Edizione, traduzione e commento del libro VIII delle Argonautiche di Valerio Flacco

English title Valerius Flaccus' Argonautica, book VIII: edition, translation and commentary
Applicant Castelletti Cristiano
Number 115329
Funding scheme Fellowships for advanced researchers
Research institution
Faculty of Classics University of Cambridge
Department of Physics and Astronomy University of California, Irvine
Seminar für Klassische Philologie Albert-Ludwigs-Universität
Institution of higher education Institution abroad - IACH
Main discipline Ancient history and Classical studies
Start/End 01.04.2007 - 30.09.2010
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Keywords (7)

Latin; Philology; Poetry; Classics; Valerius Flaccus; Argonautica; Translation

Lay Summary (Italian)

Lead
Lay summary
Lo scopo di questo progetto era l'elaborazione di un testo critico, con traduzione e commento del libro VIII delle Argonautiche di Valerio Flacco, poeta latino di epoca flavia (fine I sec. d. C.). Il lavoro ha permesso di confermare ipotesi già avanzate da studi precedenti e di aprire nuovi campi d'indagine. Il libro ottavo, in cui spicca l'episodio cruciale della presa del vello d'oro, si conferma uno dei più belli ma anche più problematici del poema. L'edizione critica ha evidenziato notevoli difficoltà, incontrate anche da editori precedenti. Dal punto di vista linguistico, stilistico e metrico, non sono emerse grandi novità rispetto a quanto già si conoscesse. L'allusività si conferma una caratteristica costante dell'arte poetica di Valerio, il quale spesso sceglie la similitudine per esprimere in modo velato il proprio pensiero. L'intertestualità rimane fondamentale ai fini dell'esegesi e diversi passi giudicati in precedenza come approssimativi o inconsistenti si rivelano frutto di un preciso disegno del poeta. Oltre a confermare gli influssi delle fonti principali, come Apollonio Rodio, Virgilio e Ovidio, il raffronto intertestuale ha messo in luce anche un'importante presenza della tradizione aratea. Questa presenza non si limita all'uso dell'acrostico (di cui Valerio ha assimilato le varie tecniche compositive) e alla ripresa di stereotipi astrologici, ma apre scenari interessanti legati all'uso poetico e ideologico dei catasterismi. La causa più probabile dell'incompiutezza del poema sembra essere stata la morte del poeta, più che un problema legato alla tradizione testuale. Il libro VIII (verosimilmente l'ultimo del poema) segna il culmine della poetica del nefas, iniziata con la cesura introdotta dal proemio mediano (Arg. V, 217 sgg.), la quale caratterizza tutta la seconda parte del poema. La dicotomia fra la prima e la seconda metà delle Argonautiche, in cui il trionfo tecnologico e la missione civilizzatrice della nave Argo cedono il posto all'empietà, all'orrore delle guerre civili e ai tradimenti dei valori familiari, fornisce una chiave di lettura fondamentale per l'interpretazione dei personaggi. In particolare risulta più chiaro il complesso rapporto fra la figura di Ercole, modello di disinteressata virtù eroica sull'arco dell'intero poema, e quella di Giasone, che da ductor ed emulo di Ercole nella prima parte, dopo l'incontro con Medea scivola sempre più verso il baratro dell'umana miseria (che avrà il suo culmine nei tragici fatti di Corinto). Restando formalmente un poema epico, nel finale le Argonautiche assumono vieppiù i contorni di una tragedia, con il ribaltamento in negativo di situazioni e temi proposti in precedenza.
Direct link to Lay Summary Last update: 21.02.2013

Responsible applicant and co-applicants

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