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«Un cieco è poi l’autor de la commedia. / Vedete mò, che lume vi può essere». Edizione commentata e studio critico della produzione teatrale di Luigi Groto, il Cieco d’Adria.

Applicant Clerc Sandra
Number 185359
Funding scheme Project funding (Div. I-III)
Research institution Séminaire de littérature italienne Faculté des Lettres Université de Fribourg
Institution of higher education University of Fribourg - FR
Main discipline Romance languages and literature
Start/End 01.04.2019 - 31.08.2022
Approved amount 452'524.00
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Keywords (8)

Rinascimento; Ricezione dei testi; Teatro; Luigi Groto; Edizione commentata; Teorie del teatro; Studio critico; Filologia dei testi a stampa

Lay Summary (Italian)

Lead
«Un cieco è poi l’autor de la commedia. / Vedete mò, che lume vi può essere».Edizione commentata e studio critico della produzione teatrale di Luigi Groto, il Cieco d’Adria
Lay summary
In sintesi
Luigi Groto (1541-1585) fu autore di otto testi teatrali, che spaziano dalla commedia alla tragedia, dalla favola pastorale al dramma sacro, e sono caratterizzate in primo luogo da una forte carica sperimentale, nella quale l’ampio ventaglio di generi frequentati si mescola all’originalità delle scelte stilistiche e a un’eccezionale capacità di divulgazione. Il progetto intende fornire l'edizione critica e commentata dei testi e una monografia critica, che permetterà di inserire queste opere nell’ambito della vasta produzione drammatica del Cinquecento e del primo Seicento, illuminando al contempo una figura ingiustamente considerata come marginale.

Contenuto e obiettivi

Tra gli scrittori del Cinquecento che godettero ampia fama in vita e negli anni successivi alla morte, ma la cui notorietà declinò fino ad anni recenti, troviamo Luigi Groto (Adria 1541 – Venezia 1585). Spirito inquieto, accusato di possedere libri proibiti e per questo inquisito, fu membro di numerose accademie, avvocato, filologo e curatore editoriale, poeta, oratore, maestro di scuola e ingegnere idraulico, scrittore di teatro, attore e regista, in una moltiplicazione delle abilità tecniche e letterarie che caratterizza molti autori del suo tempo, ma che spicca comunque per la sua eccezionalità.
Fornendo la prima edizione commentata complessiva del corpus teatrale grotiano, il progetto colmerà una lacuna sia rispetto alle opere dell’autore, sia nel quadro delle pièces cinquecentesche oggi disponibili in edizione moderna e commentata. La pubblicazione digitale dei testi, prevista a fianco di quella cartacea, permetterà una maggiore diffusione del lavoro e una più agile consultazione anche in vista di ulteriori indagini da parte di altri ricercatori.
L’importanza del teatro come specchio della società, utilizzato quale strumento di autodefinizione da un lato, e di critica (soprattutto del potere) dall’altro, è stata ampiamente dimostrata dagli studi sulla produzione scenica di ogni secolo, dalle origini del teatro nell’antica Grecia al giorno d’oggi. Grazie al teatro, la società può discutere i nodi dell’attualità, siano essi questioni spirituali, morali, politiche o pratiche, e trovare spunti per riflettere sulla condizione umana e comunitaria. Ciò è vero soprattutto quando il teatro è alla portata di tutti, e non soltanto di un ristretto gruppo di persone, dell’élite culturale e intellettuale. La straordinaria e avanguardistica intuizione di Luigi Groto, che ha voluto un teatro cittadino, recitato dalla gente di Adria per la gente di Adria, è stata proprio questa. Il presente progetto contribuirà a una migliore conoscenza delle opere teatrali grotiane, del loro contesto di produzione e diffusione, delle loro tecniche rappresentative, e, in questo modo, discuterà i meccanismi intrinseci del teatro e il loro influsso sulle persone.

Direct link to Lay Summary Last update: 29.03.2019

Responsible applicant and co-applicants

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Associated projects

Number Title Start Funding scheme
173917 Héroïnes tragiques à la Renaissance 01.12.2017 Scientific Conferences

Abstract

Tra gli scrittori del Cinquecento che godettero ampia fama in vita e negli anni successivi alla morte, ma la cui notorietà declinò fino ad anni recenti, troviamo Luigi Groto (Adria 1541 - Venezia 1585). Spirito inquieto, accusato di possedere libri proibiti e per questo inquisito, fu membro di numerose accademie, avvocato, filologo e curatore editoriale, poeta, oratore, maestro di scuola e ingegnere idraulico, scrittore di teatro, attore e regista, in una moltiplicazione delle abilità tecniche e letterarie che caratterizza molti autori del suo tempo, ma che spicca comunque per la sua eccezionalità. Le sue Lettere furono a lungo utilizzate come modelli stilistici, al pari delle sue Orazioni; le sue Rime influenzarono la produzione di una vasta schiera di autori italiani ed europei, tra cui Marino, Góngora e Camoês, e le sue opere teatrali circolarono ampiamente in forma scritta e furono rappresentate sui palcoscenici internazionali per tutto il Seicento. La sua fama, tuttavia, si affievolì nei secoli successivi, complice la sfortuna critica che colpì molta poesia del tardo Cinquecento e del primo Seicento italiano.Luigi Groto fu autore di otto testi teatrali, che spaziano dalla commedia (Emilia, Il Tesoro, Alteria) alla tragedia (Dalida, Adriana), dalla favola pastorale (Calisto, Il Pentimento amoroso) al dramma sacro (il giovanile Isac). Tutte le pièces furono rappresentate almeno una volta, da attori dilettanti o da compagnie di mestieranti. Ciò che caratterizza in primo luogo la sua produzione è la forte carica sperimentale, nella quale l’ampio ventaglio di generi frequentati si mescola all’originalità delle scelte stilistiche e a un’eccezionale capacità di divulgazione. In ambito teatrale, Groto fu l’unico autore italiano del suo tempo a cimentarsi nei tre generi maggiori, cui si affianca il dramma sacro, come egli stesso non dimentica di ricordare ai lettori delle sue opere. All’interno di uno stesso genere, inoltre, egli scrive testi che fanno capo a diversi filoni della tradizione teatrale, in un’incessante spinta innovativa.Nonostante l’ampia fortuna antica di questi testi, mancano oggi edizioni e commenti scientifici delle opere teatrali di Groto, e nessuno studio ha finora affrontato l’indagine sull’insieme della sua produzione letteraria (Rime, Orazioni) e sull’epistolario, alla ricerca di elementi che possano gettare luce sulla sua attività drammaturgica. Questo progetto si propone dunque di pubblicare e commentare, in formato cartaceo e digitale, l’integralità della produzione teatrale grotiana giunta a noi, contribuendo in modo determinante all’avanzare degli studi sull’autore, che hanno recentemente ripreso slancio, e sul teatro rinascimentale italiano in genere, in campo nazionale e internazionale. La ricerca si inserisce nella tradizione filologica e critica che caratterizza la scuola friburghese, particolarmente attenta agli studi sul Rinascimento e sul Barocco, e rappresenta la puntuale continuazione degli interessi scientifici della richiedente.Il lavoro avrà una triplice articolazione. In un primo momento sarà necessario allestire l’edizione dei testi, la cui trasmissione è affidata unicamente alla stampa; per questo, la trascrizione delle principes delle opere sarà confrontata con tutte le edizioni successive. In un secondo tempo, il lavoro di commento (introduzione alle singole opere e apparato di note al testo; studio delle caratteristiche linguistiche e stilistiche, anche alla luce delle Rime) avrà come scopo 1. l’individuazione di legami (tematici e formali) che uniscono le varie opere - teatrali e non - di Groto, e 2. la ricerca delle fonti, con particolare attenzione all’influenza di autori quali Giraldi Cinzio e Ariosto, nonché 3. l’esame dell’impatto che tali testi ebbero nell’Europa del tardo Cinque e del primo Seicento. La conclusione del progetto sarà siglata da un ampio saggio critico che indagherà l’insieme della produzione teatrale grotiana; il saggio permetterà in particolare di inserire queste opere nell’ambito della vasta produzione drammatica del Cinquecento e del primo Seicento, illuminando al contempo una figura ingiustamente considerata come marginale.
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