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L’opera italiana oltre le Alpi: la collezione di partiture e libretti di Leopoldo I a Vienna (1640-1705)

English title Italian Opera beyond the Alps: the collection of scores and librettos of Leopold I in Vienna (1640-1705)
Applicant Garavaglia Andrea
Number 197560
Funding scheme Project funding (Div. I-III)
Research institution Dépt d'Histoire de l'art & de Musicologie Faculté des Lettres Université de Fribourg
Institution of higher education University of Fribourg - FR
Main discipline Musicology
Start/End 01.02.2021 - 31.01.2024
Approved amount 469'569.00
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Keywords (5)

mecenatismo musicale; Leopoldo I; collezionismo musicale; cultural transfer ; opera italiana barocca

Lay Summary (Italian)

Lead
La diffusione oltralpe dell'opera italiana, e il conseguente impianto di tradizioni operistiche locali, è uno dei fenomeni culturali più importanti della vita europea nella seconda metà del Seicento. Il progetto, concentrandosi sulla straordinaria collezione di libri di musica appartenuta all’imperatore Leopoldo I (1640-1705) e oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di Vienna, si propone di indagare i processi di importazione, adattamento e produzione locale di lavori drammatici per musica nella capitale del Sacro Romano Impero.
Lay summary

Dopo i primi esperimenti di opera in musica in Italia fra Cinque e Seicento, il nuovo genere dilagò rapidamente non solo lungo la penisola, ma perfino oltre la stessa. Uno dei primi spazi oltralpe più attratti dall’opera italiana fu Vienna, allora capitale del Sacro Romano Impero. Gli Asburgo d’Austria furono infatti tra i più assidui frequentatori del neonato ‘genere rappresentativo’ e soprattutto tra i primi a cogliere le potenzialità politiche del teatro musicale, stimolando una produzione viennese di lavori in lingua italiana, che fin dal primo Seicento costituì gradualmente una tradizione autoctona. 

La collezione di libri di musica, appartenuta all’imperatore Leopoldo I e oggi dispersa fra gli scaffali della Biblioteca Nazionale di Vienna, è una delle raccolte più importanti per illuminare questo fondamentale repertorio viennese: è un formidabile fondo librario di circa 700 fonti musicali e libretti (malgrado numerose perdite), i cui autori in molti casi non sono ancora stati identificati. 

Il progetto avrà molteplici obiettivi: a) ricostruire la consistenza e la natura della collezione, nonché (attraverso la corrispondenza di Leopoldo I) la fitta rete di relazioni che hanno contribuito alla sua formazione; b) ripensare il significato del genere operistico al di fuori dell’Italia; c) arricchire le conoscenze sulla vita musicale viennese, delineando orientamenti estetici locali, sistemi di valore e intenti politici sottesi.

Tali obiettivi saranno perseguiti ricorrendo a strumenti e metodi di vari ambiti di ricerca (storica, codicologica, filologica e socio-antropologica), nonché ad approcci mutuati dagli studi culturali e post-coloniali. 

Direct link to Lay Summary Last update: 03.11.2020

Responsible applicant and co-applicants

Employees

Abstract

Il progetto si propone di studiare il complesso fenomeno di importazione, adattamento e produzione locale di lavori drammatici per musica nel primo contesto extra-italiano in cui il genere operistico attecchì stabilmente già durante il Seicento: la Vienna dell’imperatore Leopoldo I (1640-1705), che, come noto, non fu solo appassionato e dotato musicista, ma anche mecenate illuminato e protettore delle arti, prima fra tutte la musica. Gli imperatori asburgici furono i primi in Europa a intuire e a sfruttare le potenzialità di natura politica ed estetica del teatro musicale, stimolando la produzione viennese di lavori in lingua italiana, che gradualmente costituirono una tradizione operistica autoctona fin dal primo Seicento e stimolarono una diffusione oltralpina dell’opera italiana nei paesi di lingua tedesca, e a nord fino alla Scandinavia. Sebbene le funzioni e le caratteristiche di tali lavori siano evidentemente connesse al contesto locale, ancora oggi la musicologia secentista insiste a considerare la produzione viennese come una propaggine di quella italiana, sulla scorta di concetti tradizionali come quello di ‘migrazione’ ma soprattutto di ‘esportazione’ del genere. Tuttavia le peculiarità della produzione viennese suggeriscono un’interpretazione molto più articolata di questo fenomeno: benché concepito primariamente in Italia, il genere drammatico-musicale mostrò sin da subito una forte propensione alla transnazionalità, in virtù della sua adattabilità e flessibilità, tale da essere considerato nel Settecento un genere artistico pan-europeo. Per comprendere il fenomeno di transfert culturale, fondamentale per la costruzione di un repertorio autoctono, espressione di valori politico-sociali ed estetici propri, ma anche per individuare una delle primissime tappe del processo di attecchimento dell’opera italiana nella vita musicale europea, il progetto si concentrerà su un fondo documentario di indubbia importanza e in gran parte inesplorato, perché disperso fra i volumi della Biblioteca Nazionale di Vienna. Si tratta dell’imponente collezione di circa 700 fonti musicali e libretti assemblata da Leopoldo I: la più estesa e importante collezione di fonti musicali in stile drammatico “all’italiana” mai raccolta fuori dall’Italia nel Seicento, il cui studio sarà arricchito dalla consultazione, presso l’Haus-, Hof- und Staatsarchiv, della corrispondenza di Leopoldo I con le corti italiane relativa alle questioni musicali e teatrali, finora altrettanto inesplorata. Attraverso l’identificazione dei volumi confezionati a Vienna e delle loro caratteristiche di natura fisica e contenutistica, questo progetto mira in primo luogo, da un lato, a ricostruire la consistenza, la natura e la genesi dell’intera collezione leopoldina di partiture e libretti. Ricostruzione che prevede, dall’altro, di ridefinire il rapporto tra le produzioni di musica drammatica a Vienna e il loro principale promotore. In secondo luogo tale ricerca punta a sviluppare un nuovo approccio storiografico che, attraverso l’analisi dei libri di musica, dei libretti e delle lettere, rifletta sul cambiamento di significato del genere operistico e delle fonti ad esso correlate al di fuori dell’Italia, allo scopo di ridefinirire la natura di questo processo di diffusione, focalizzando l’attenzione sulla “ricettività” dei destinatari e sulle loro possibili motivazioni per l’acquisizione e produzione di opere. Il lavoro ha infine l’obiettivo di arricchire, da un lato, in modo considerevole il quadro delle conoscenze storiche su compositori, cantanti e librettisti italiani attivi a Vienna nel Seicento e, dall’altro, di delineare orientamenti estetici locali, sistemi di valore, intenti politici e tendenze di gusto della corte viennese.
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