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La poesia a Firenze dalla morte di Lorenzo il Magnifico al ritorno dei Medici: 1492-1512

English title Literature and Poetry in Florence: 1492-1512 (from Lorenzo il Magnifico's Death to Medici's Return)
Applicant Motta Uberto
Number 156489
Funding scheme Project funding (Div. I-III)
Research institution Séminaire de littérature italienne Faculté des Lettres Université de Fribourg
Institution of higher education University of Fribourg - FR
Main discipline Romance languages and literature
Start/End 01.09.2015 - 31.08.2018
Approved amount 185'376.00
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All Disciplines (2)

Discipline
Romance languages and literature
General history (without pre-and early history)

Keywords (13)

Lorenzo de' Medici; Firenze (XV-XVI secolo); Girolamo Savonarola; Girolamo Benivieni; Michelangelo Buonarroti; Francesco Cei; Castellano Castellani; Biagio Buonaccorsi; Rinascimento; Giuliano de' Medici; Niccolò Machiavelli; Rinascimento fiorentino; Umanesimo

Lay Summary (Italian)

Lead
Prof. Dr. Uberto Motta - Université de Fribourg Titolo del progettoLa poesia a Firenze dalla morte di Lorenzo il Magnifico al ritorno dei Medici 1492-1512
Lay summary

In sintesi

Nel 1492 la morte di Lorenzo il Magnifico dà l’abbrivio a una serie di mutamenti politici e istituzionali, su scala, oltre che strettamente fiorentina, italiana ed europea. La morte, due anni più tardi, di Poliziano e Giovanni Pico della Mirandola segna l’epilogo di una fase di apogeo artistico e letterario. Nel 1512, in una specifica congiuntura internazionale, il ritorno della famiglia Medici a Firenze segna l’inizio di un’epoca nuova e diversa, sul piano politico e culturale. È della poesia in volgare prodotta a Firenze in questi due cruciali decenni (1492-1512) che il progetto intende fornire un’analisi storico-culturale e filologico-linguistica.

 

Soggetto e obiettivo

La ricerca mira a definire e comprendere le linee di sviluppo della poesia lirica a Firenze tra il 1492 e il 1512, con un duplice vantaggio: riportare alla luce testi e autori che rimangono ancora quasi del tutto sconosciuti; e analizzare l’ambiente in cui si formarono Michelangelo e Machiavelli.

Obietti specifici della presente ricerca sono dunque (1) elaborare un quadro complessivo degli autori attivi a Firenze tra il 1492 e il 1512; (2) individuare i tratti emblematici comuni alla poesia del tempo, a livello linguistico, stilistico, metrico, ideologico; (3) delineare le molteplici funzioni perseguibili, spesso autonomamente, in sede lirica; (4) determinare in quale misura la scrittura poetica fosse uno strumento di intervento intellettuale sulla realtà circostante e, viceversa, quanto quest’ultima influisse, e per quali motivi, sull’attività dei rimatori.

 

Contesto socio-scientifico

Con un approccio storico-letterario e filologico-linguistico, il progetto implica il censimento, lo studio e l’analisi di fonti manoscritte e a stampa, al fine di ricostruire un capitolo importante della storia culturale del Rinascimento italiano ed europeo.

 

Parole-chiave

Lorenzo de’ Medici; Gerolamo Savonarola, Niccolò Machiavelli; Rinascimento fiorentino; Poesia italiana; Umanesimo.

 

 

 

Direct link to Lay Summary Last update: 28.10.2014

Responsible applicant and co-applicants

Employees

Publications

Publication
Lirica in Italia 1494-1530. Esperienze ecdotiche e profili storiografici
MottaUberto, VagniGiacomo (2017), Lirica in Italia 1494-1530. Esperienze ecdotiche e profili storiografici, in Lirica in Italia 1494-1530. Esperienze ecdotiche e profili storiografici, EMIL, BOLOGNA.
Intrecci di generi e registri in quattro capitoli ternari in morte del Magnifico
OgnoDaniela, Intrecci di generi e registri in quattro capitoli ternari in morte del Magnifico, in Le forme del comico, ADI, ROMA.
La poesia a Firenze dalla morte di Lorenzo il Magnifico al ritorno dei Medici: 1492-1512
MottaUberto, OgnoDaniela, La poesia a Firenze dalla morte di Lorenzo il Magnifico al ritorno dei Medici: 1492-1512, EMIL, Bologna.
Riprese testuali e stilistiche nella Firenze post-medicea (1492-1498): esempi e implicazioni
OgnoDaniela, Riprese testuali e stilistiche nella Firenze post-medicea (1492-1498): esempi e implicazioni, in Memoria poetica. Questioni filologiche e problemi di metodo, Genova University Press, Genova.
Sulla ballata «Ognun gridi turco turco»
OgnoDaniela, Sulla ballata «Ognun gridi turco turco», in Schede umanistiche, 2019.

Collaboration

Group / person Country
Types of collaboration
Université de Genève - Unité d'Italien Switzerland (Europe)
- in-depth/constructive exchanges on approaches, methods or results
Università di Genova - Dipartimento di Italianistica Italy (Europe)
- in-depth/constructive exchanges on approaches, methods or results

Scientific events



Self-organised

Title Date Place
Lirica in Italia 1494-1530. Esperienze ecdotiche e percorsi storiografici 08.06.2016 Fribourg, Switzerland

Knowledge transfer events

Active participation

Title Type of contribution Date Place Persons involved
Comunicazioni di dottorandi e laureandi Talk 23.05.2018 Fribourg, Switzerland Ogno Daniela; Motta Uberto;
Il Rinascimento letterario. Il quadro della ricerca tra i giovani studiosi Talk 10.05.2018 Napoli, Italy Ogno Daniela;


Associated projects

Number Title Start Funding scheme
164131 Lirica in Italia, 1494-1530. Esperienze ecdotiche e percorsi storiografici 01.04.2016 Scientific Conferences
149237 Edizione critica e commento delle Rime di Giuliano di Lorenzo de’ Medici 01.01.2014 Project funding (Div. I-III)

Abstract

Nei primi giorni dell’aprile 1492 scompare Lorenzo il Magnifico, di fatto guida politica di Firenze dal 1469 all’anno della sua morte, ma soprattutto fautore di uno straordinario fermento culturale che valse alla città l’appellativo di “Atene d’Italia”. Questo evento dà l’abbrivio a una tumultuosa serie di avvenimenti politici e mutamenti istituzionali, tali da rendere la fase storica immediatamente successiva, che nella presente ricerca si vuole indagare, una delle più travagliate della storia fiorentina: (1) sul finire del 1494, in poco più di un mese, si verifica la cacciata dei Medici dalla città (9 novembre), fa il suo ingresso in città il sovrano francese Carlo VIII (17 novembre) e viene proclamato il nuovo ordinamento della Repubblica con la provvisione del 23 dicembre; (2) a partire da questo momento ha inizio la parabola del frate domenicano Girolamo Savonarola, che si conclude drammaticamente nel maggio del 1498; nemmeno un mese dopo Nicolò Machiavelli entra in cancelleria; (3) i1 22 settembre 1502 Pier Soderini viene eletto gonfaloniere a vita; (4) al termine del primo decennio del Cinquecento, dopo quasi un decennio di lotte ininterrotte, Firenze riconquista Arezzo e Pisa; (5) il primo settembre 1512, immediatamente dopo la fuga del Soderini, i Medici rientrano in città. La morte di alcuni tra i più illustri e colti umanisti del circolo mediceo all’inizio del periodo considerato, come Poliziano (29 settembre 1494) e Giovanni Pico della Mirandola (17 novembre 1494), sembra segnare l’epilogo di una fase di apogeo artistico fiorentino che ha coinciso con la parabola laurenziana e con essa si è conclusa. È appunto della produzione lirica volgare realizzata a Firenze in questi cruciali decenni (1492-1512) che il progetto intende fornire un’analisi storico-culturale e filologico-linguistica. Presso la corte del Magnifico convivono molteplici indirizzi letterari, che spaziano dalla filologia classica alla speculazione filosofica neoplatonica, dalla composizione di carmi latini e greci a quella di testi poetici volgari. Dopo la scomparsa di Lorenzo de’Medici si verifica un progressivo e rapido mutamento, per cui, mentre si indebolisce la produzione di tipo filologico-umanistico (per lo più in lingua latina) si rafforza e si incrementa la produzione in italiano, specificamente poetica (cfr. DIONISOTTI 1980, p. 247). Essa è fortemente condizionata, in particolare, dagli avvenimenti politici in corso, tanto da indurre nei primissimi anni del Cinquecento il segretario fiorentino Niccolò Machiavelli a privilegiare la forma del poemetto in terza rima per la stesura del primo Decennale. FOURNEL 2010 afferma a buon diritto che «nella Firenze a cavallo tra i due secoli, non esiste una frontiera netta fra politica e cultura: parlare dell’una significa parlare dell’altra, anche perché la cacciata dei Medici nel novembre 1494 coincide con una vera esplosione del dibattito politico».Studiare approfonditamente il contesto letterario e culturale fiorentino tra XV e XVI secolo attraverso il filtro della produzione lirica volgare può, dunque, rivelarsi la strada maestra per illuminare e conoscere più a fondo questo delicatissimo momento storico. La maggior parte dei rimatori oggetto della ricerca, più o meno noti, sono, infatti, direttamente implicati con la realtà politica fiorentina e/o con i principali attori che ne calcano la scena, a cominciare da Girolamo Savonarola e Niccolò Machiavelli: si dimostrano per questo motivo fonte privilegiata da cui attingere notizie inedite per indagare l’ambiente in cui vivevano, e le ragioni ed occasioni che li spingevano a ricorrere alla scrittura poetica come strumento di partecipazione al dibattito pubblico. Una ricerca specialistica che permetta di definire e comprendere le linee di sviluppo e di impiego della poesia lirica, il più fecondo tra i generi letterari del volgare in quel frangente, ha un duplice vantaggio: da una parte riportare alla luce testi e autori che, seppur certamente minori, forse per troppo tempo sono stati menzionati senza che le loro testimonianze fossero indagate o prese in considerazione dalla critica; dall’altra illuminare l’ambiente in cui si formarono autori quali il giovane Michelangelo o il più maturo Machiavelli, che proprio in questi anni si accingeva a comporre e pubblicare le sue prime prove poetiche.Obietti specifici della presente ricerca sono dunque (1) elaborare un quadro complessivo e panoramico di questo periodo, attraverso il censimento degli autori attivi a Firenze tra il 1492 e il 1512; (2) individuare i tratti emblematici comuni alla poesia del tempo, a livello linguistico, stilistico, metrico, ideologico; (3) delineare le molteplici funzioni perseguibili, spesso autonomamente, in sede lirica; (4) determinare in quale misura la scrittura poetica fosse uno strumento di intervento intellettuale sulla realtà circostante e, viceversa, quanto quest’ultima influisse, e per quali motivi, sull’attività dei rimatori.
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