Project

Back to overview

Fabbricare l'Europa. L'Italia, la Svizzera e l'industrializzazione del mercato culturale europeo (1955-1989)

Applicant Crivelli Tatiana
Number 188954
Funding scheme Project funding (Div. I-III)
Research institution Romanisches Seminar Universität Zürich
Institution of higher education University of Zurich - ZH
Main discipline Romance languages and literature
Start/End 01.02.2020 - 31.01.2024
Approved amount 840'000.00
Show all

Keywords (8)

Europa; Studi culturali; Rapporti italo-svizzeri; Industria culturale; Secondo Novecento; Storia dell'editoria; Actor-Network-Theory; Mediazione culturale

Lay Summary (Italian)

Lead
Fabbricare l'Europa. L'Italia, la Svizzera e l'industrializzazione del mercato culturale europeo (1955-1989)
Lay summary
In sintesi
«Un’Europa unita culturalmente» era ciò che molti intellettuali avevano auspicato dopo la fine della seconda guerra mondiale e il crollo del nazi-fascismo. Il rapido processo di industrializzazione e modernizzazione che caratterizzò l’immediato dopoguerra proiettò il mercato culturale in una nuova dimensione facendo delle case editrici e della rapida espansione dei mezzi di comunicazione di massa i veri tramiti del processo di unificazione culturale dell’Europa. All’interno di questo sistema, qui studiato in rapporto agli scambi italo-svizzeri, si profilava una nuova figura professionale: quella del “mediatore culturale” inteso come imprenditore della cultura.

Soggetto e obiettivo
Il progetto “La gita a Chiasso” (realizzato dal nostro team di ricerca nel 2016-2019, per cui cfr. https://www.rose.uzh.ch/static/gitachiasso/ ) ha messo in luce come negli anni ‘30-‘50 la mediazione culturale tra Italie e Svizzera avvenisse principalmente per tramite di quelli che potremmo definire dei “funzionari”, attivi perlopiù in istituzioni o enti statali (scuole, università, ambienti diplomatici, associazioni). La nuova figura che invece emerge dalla metà degli anni ‘50 in poi è molto diversa e risponde ai connotati del libero professionista perfettamente a proprio agio nella logica produttiva dell’industria culturale.
Prendendo atto di questo vero e proprio cambio di paradigma, emerso quale uno dei risultati teorici più rilevanti del progetto La gita a Chiasso, la presente ricerca mira a:

a) indagare in una nuova chiave metodologica che si avvale delle strategie critiche sviluppate nell’ambito della Actor-Network-Theory le nuove dinamiche di mediazione venutesi a creare con l’industrializzazione del mercato culturale nel periodo compreso tra il “boom economico” e la fine della guerra fredda;

b) mettere in luce, tramite casi di studio, il lavoro di mediazione svolto da alcune figure centrali di tale processo sull’asse Italia-Svizzera; e

c) interrogarsi, prendendo a modello gli specifici rapporti italo-svizzeri, sulle modalità con cui diverse costellazioni di attanti sociali abbiano funzionato (o meno) nella direzione di una unificazione culturale dell’Europa.

Contesto socio-scientifico
In un approccio prevalentemente storico-sociale, il progetto integra la ricerca d'archivio (su fonti sia cartacee che multimediali) con metodi analitici provenienti da diversi settori disciplinari (studi culturali, filologia, storia della letteratura, semiologia, media studies, teorie della ricezione, sociologia, digital humanities). Intende contribuire alla storia della diffusione culturale in Europa e dei rapporti italo--svizzeri in particolare. I risultati della ricerca saranno disponibili su una piattaforma online appositamente allestita e in pubblicazioni di approfondimento gratuitamente accessibili.

Direct link to Lay Summary Last update: 25.01.2020

Responsible applicant and co-applicants

Employees

Associated projects

Number Title Start Funding scheme
162586 «La gita a Chiasso». Trent’anni di sconfinamenti culturali fra Svizzera e Italia (1935-1965) 01.09.2016 Project funding (Div. I-III)

Abstract

Le principali ipotesi di ricerca di Fabbricare l’Europa sono relative ad ambiti che la critica letteraria e culturale ha finora trascurato e, nella loro innovatività, scaturiscono da ricerche pregresse condotte nel quadro del progetto “La gita a Chiasso: trent’anni di sconfinamenti culturali fra Svizzera e Italia (1935-1965)”, recentemente finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica (2016-2019), i cui risultati sono già stati parzialmente esposti in diversi articoli scientifici (per cui si veda la bibliografia allegata al Piano della ricerca allegato) e convegni internazionali, e stanno al momento confluendo in una piattaforma digitale Open Access appositamente allestita (per cui cfr. http://www.rose.uzh.ch/static/gitachiasso/ ) e in un volume cartaceo che integra schede e documenti della piattaforma con scritti saggistici di più ampio respiro.«Un’Europa unita culturalmente» era ciò che molti intellettuali avevano auspicato dopo la fine della seconda guerra mondiale e il crollo del nazi-fascismo. Il rapido processo di industrializzazione e modernizzazione che caratterizzò l’immediato dopoguerra proiettò il mercato culturale in una nuova dimensione facendo delle case editrici e della rapida espansione dei mezzi di comunicazione di massa i veri tramiti del processo di unificazione culturale dell’Europa. All’interno di questo sistema si profilava una nuova figura professionale: quella del “mediatore culturale” inteso come imprenditore della cultura. L’indagine del progetto “La gita a Chiasso” ha messo in luce come negli anni ‘30-‘50 la mediazione culturale avvenisse principalmente per tramite di quelli che potremmo definire dei “funzionari”, attivi perlopiù in istituzioni o enti statali (scuole, università, ambienti diplomatici, associazioni). La nuova figura che invece emerge dalla metà degli anni ‘50 in poi è molto diversa e risponde ai connotati del libero professionista perfettamente a proprio agio nella logica produttiva dell’industria culturale.Prendendo atto di questo vero e proprio cambio di paradigma, emerso quale uno dei risultati teorici più rilevanti del progetto La gita a Chiasso, la presente ricerca mira a: a) indagare in una nuova chiave metodologica che si avvale delle strategie critiche sviluppate nell’ambito della Actor-Network-Theory (per cui cfr. la sezione 2.3.1) le nuove dinamiche di mediazione venutesi a creare con l’industrializzazione del mercato culturale nel periodo compreso tra il “boom economico” e la fine della guerra fredda; b) mettere in luce, tramite case studies, il lavoro di mediazione svolto da alcune figure centrali di tale processo sull’asse Italia-Svizzera; e c) interrogarsi, prendendo a modello gli specifici rapporti italo-svizzeri, sulle modalità con cui diverse costellazioni di “Actor-Network” abbiano funzionato (o meno) nella direzione di una unificazione culturale dell’Europa. Il lavoro sarà in gran parte svolto attraverso l’indagine di diversi archivi, sia cartacei sia digitali, che conservano materiali relativi ad alcune figure di riferimento nel quadro della mediazione culturale di quegli anni.Il prodotto principale della ricerca sarà una piattaforma digitale Open Access (per cui cfr. la sezione 2.3.5), in cui inquadrare criticamente e valorizzare i materiali studiati, creando inoltre sulla base dei contatti e dei rapporti istituiti nel quadro del progetto precedente, esplicite sinergie con piattaforme istituzionali già esistenti (come lanostrastoria.ch, Historisches Lexikon der Schweiz, dodis.ch, la stessa piattaforma allestita per “La gita a Chiasso”).
-