Project

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La Svizzera alla lente diplomatica della Santa Sede (1873-1920). Dagli irrigidimenti del Kulturkampf alle cooperazioni umanitarie della Prima Guerra mondiale, dalla chiusura della nunziatura di Lucerna nel 1873 alla sua riapertura a Berna nel 1920

Applicant Planzi Lorenzo
Number 164592
Funding scheme Advanced Postdoc.Mobility
Research institution Cattedra di Storia della Chiesa moderna e contemporanea Pontificia Università Lateranense
Institution of higher education Institution abroad - IACH
Main discipline Swiss history
Start/End 01.12.2016 - 31.05.2019
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All Disciplines (2)

Discipline
Swiss history
Ecclesiastical history

Keywords (11)

Kulturkampf; Democrazia, partiti, neutralità; Chiusura della nunziatura; Relazioni Svizzera - Santa Sede; Integrazione dei cattolici alla modernità; Rapporti diplomatici officiosi; Cooperazione umanitaria tra Berna e Vaticano; Rappresentazioni della Svizzera in Vaticano; Scambi internazionali politici e culturali; Nuove diocesi a Zurigo e Ginevra; Prima Guerra mondiale

Lay Summary (Italian)

Lead
Dal Kulturkampf alla Prima Guerra mondiale non si contano, tra Svizzera e Santa Sede, relazioni diplomatiche ufficiali. La chiusura della nunziatura di Lucerna, creata nel 1586 a partire dalla spezialmission di Carlo Borromeo, è decretata nel dicembre 1873 dal Consiglio federale. Ed è soltanto nel settembre 1920 che, in seguito ai contatti tra papa Benedetto XV e il consigliere federale Giuseppe Motta, avviene l’apertura della nunziatura a Berna.
Lay summary

Obiettivi del progetto

Come si tessono quindi, dal 1874 al 1920, i rapporti politici e culturali tra Governo elvetico e Vaticano? Se non mancano tentativi ufficiosi per un riavvicinamento, altrettanto densi sono gli irrigidimenti. La Santa Sede domanda, in un primo tempo, che siano i vescovi svizzeri a supplire il nunzio, ma conta soprattutto su emissari officiosi nelle diverse regioni linguistiche, che intessono rapporti informali fra Berna e Oltretevere, promuovendo incontri che si svolgono segretamente, in territorio elvetico, tra un inviato del Papa e un consigliere federale. Attraverso l'analisi dei contenuti di queste voci critiche o compiacenti di vescovi e sacerdoti, diplomatici e aristocratici, ministri e deputati, semplici cittadini cattolici o riformati, il progetto si propone di comprendere come è osservata, pensata, stereotipata la Svizzera, durante cinquant’anni, da quell’osservatorio tanto privilegiato che rappresenta la Santa Sede. Come si guarda, a Palazzo apostolico, al sistema federale elvetico, alla democrazia, ai partiti politici, alla neutralità?

Contesto scientifico e sociale
All’incrocio tra la storia religiosa e politica, storia culturale e delle relazioni internazionali, questo progetto esplora svariati fondi inediti, concernenti la Svizzera, negli Archivi della Città del Vaticano: all’Archivio Segreto Vaticano, ma soprattutto agli Archivi della Sacra Congregazione per gli Affari Ecclesiastici Straordinari (Segreteria di Stato), che si è concretamente occupata della regia dei rapporti elvetici durante l’assenza del nunzio. Attuale più che mai appare, oggi, il legame di queste ricerche con il tempo presente: dalle discussioni in corso sulla creazione di nuove diocesi a Ginevra e Zurigo, che affondano le loro radici nella seconda metà del XIX secolo, al centenario della Grande Guerra, che è un invito a riscoprire la collaborazione umanitaria tra Svizzera e Santa Sede, in quel conflitto, sul terreno della diplomazia della pace.

 

 

 

 

Direct link to Lay Summary Last update: 18.10.2016

Responsible applicant and co-applicants

Publications

Publication
Diplomazia senza Nunzio tra Svizzera e Santa Sede. Il ruolo della Sacra Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari negli anni 1874-1920
LorenzoPlanzi (2018), Diplomazia senza Nunzio tra Svizzera e Santa Sede. Il ruolo della Sacra Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari negli anni 1874-1920, in Schweizerische Zeitschrift für Religions- und Kulturgeschichte, 112, 317-333.
Deux miracles fribourgeois de 1885 au dossier de la canonisation
Planzi Lorenzo (2017), Deux miracles fribourgeois de 1885 au dossier de la canonisation, in Pürro Jean-Marc (ed.), Société d'histoire du canton de Fribourg, Fribourg, 91-102.

Collaboration

Group / person Country
Types of collaboration
Université de Lyon, laboratoire de recherche historique Rhône-Alpes (LARHRA) France (Europe)
- in-depth/constructive exchanges on approaches, methods or results
Istituto Svizzero di Roma Italy (Europe)
- in-depth/constructive exchanges on approaches, methods or results
- Research Infrastructure
Universität St.Gallen, Institut für Rechtswissenschaft und Rechtspraxis (IRP-HSG) Switzerland (Europe)
- in-depth/constructive exchanges on approaches, methods or results
Commission Internationale d'Histoire et d'Études du Christianisme Vatican State (Europe)
- in-depth/constructive exchanges on approaches, methods or results

Scientific events

Active participation

Title Type of contribution Title of article or contribution Date Place Persons involved
Presentazione del volume CAV 44, Archivio Segreto Vaticano, Catalogo dell’Archivio della Nunziatura di Lucerna (1586-1873), in occasione della visita del Presidente della Confederazione Alain Berset a Papa Francesco Talk given at a conference La cooperazione umanitaria tra Svizzera e Santa Sede durante la Grande Guerra (1914-1918) 08.11.2018 Pontificio Collegio Teutonico di Santa Maria in Camposanto, Vatican State Planzi Lorenzo;
Assemblée générale de l'Association d'Histoire Ecclésiastique Suisse (AHES) / Generalversammlung der Vereinigung für Schweizerischen Kirchengeschichte (VSKG) Individual talk Suisse et Saint-Siège, relations diplomatiques officieuses du Kulturkampf à la Première Guerre mondiale (1874-1920) 22.09.2018 Université de Fribourg, Switzerland Planzi Lorenzo;
Religion, Diplomacy and Peace - Commission Internationale d'Histoire et d'Etudes du Christianisme (CIHEC), annual conference Talk given at a conference Dal Kulturkampf alla Grande Guerra. Rapporti diplomatici “ufficiosi” tra Svizzera e Santa Sede (1874-1920) 12.06.2018 Pontificio Collegio Teutonico di S. Maria in Campo Santo, Vatican State Planzi Lorenzo;
Der Hl. Stuhl – kulturelle Bedeutung, rechtliche Stellung und Aussenpolitik (Seminar der Universität St. Gallen vom 15.–18. April 2018 im Istituto Svizzero di Roma) Individual talk Die Schweiz und der Hl. Stuhl – eine merkwürdige diplomatische Beziehung in Geschichte und Gegenwart 16.04.2018 Istituto Svizzera di Roma, Italy Planzi Lorenzo;
Fortune et infortune de Gaspard Mermillod Talk given at a conference Les Archives vaticanes 13.10.2017 Fribourg, Switzerland Planzi Lorenzo;
Fortune et infortune de Gaspard Mermillod Talk given at a conference La création du vicariat apostolique de Genève 13.10.2017 Fribourg, Switzerland Planzi Lorenzo;
Nicolas de Flue chez les Fribourgeois. Images et usages de l’ermite national, XVIe- XXe siècles Talk given at a conference Deux miracles fribourgeois de 1885 au dossier de la canonisation 16.09.2017 Fribourg, Switzerland Planzi Lorenzo;


Knowledge transfer events

Active participation

Title Type of contribution Date Place Persons involved
Svizzera e Santa Sede, cooperazione umanitaria durante la Grande Guerra. Corso agli studenti di licenza nell'ambito dell'insegnamento "La Santa Sede, i cattolici e la Prima guerra mondiale" del Prof. Philippe Chenaux Performances, exhibitions (e.g. for education institutions) 15.05.2018 Pontificia Università Lateranense, Vatican State Planzi Lorenzo;
Visita in Vaticano con l'Ambasciata Svizzera presso la Santa Sede e l'Istituto Svizzero di Roma Talk 10.01.2018 Archivio Segreto Vaticano, Vatican State Planzi Lorenzo;
Roma Calling, Restart 2017-2018 Talk 27.09.2017 Rome, Italy Planzi Lorenzo;


Communication with the public

Communication Title Media Place Year
Media relations: print media, online media Alain Berset à Rome, cent ans après le dégel diplomatique entre le Saint-Siège et la Suisse cath.ch Western Switzerland 2018
Media relations: print media, online media Storia e storie all'ombra del Cupolone La Rivista di Locarno, pp. 24-27 Italian-speaking Switzerland 2018
Media relations: radio, television Uno storico locarnese a Roma RSI Rete 2 Italian-speaking Switzerland 2018

Abstract

È all’epoca del Kulturkampf che tramonta la plurisecolare storia della nunziatura “della riforma” a Lucerna, creata nel 1586 a partire dalla spezialmission di Carlo Borromeo: la sua chiusura è decretata nel dicembre 1873 dal Consiglio federale. Ma che cosa conduce alla rottura dei rapporti diplomatici tra Berna e Vaticano, rottura che si protrarrà sino alla fine della Prima Guerra mondiale? Il contesto è quello della “lotta fra le culture” liberale-radicale e cattolica-conservatrice, che porta, in Svizzera, allo scontro aperto. Ed è il 12 febbraio 1874 quando l’ultimo incaricato d’affari della Santa Sede, mons. Giovanni Battista Agnozzi, abbandona la Svizzera. Mentre è soltanto nel novembre 1918 che papa Benedetto XV comunica al consigliere federale Giuseppe Motta il desiderio di riprendere relazioni diplomatiche stabili con Berna. La nunziatura nella capitale elvetica debutta il 1 settembre 1920. Primo nunzio apostolico della ristabilita rappresentanza è nominato mons. Luigi Maglione il quale, al tramonto della sua missione elvetica nel 1926, annota: « Gli attuali Consiglieri federali, che ho veduto tutti presidenti, sono uomini leali, franchi, semplicissimi, coi quali è piacevole e facile trattare ».Ma come si tengono in contatto, dal 1874 al 1924, Svizzera e Santa Sede. Questi anni, sino ad oggi storiograficamente inesplorati, non sono privi di tentativi ufficiosi per un riavvicinamento tra Governo elvetico e Vaticano, ma sono oggettivamente altrettanto densi di irrigidimenti da entrambe le parti. Lo rivelano svariati fondi inediti, concernenti la Svizzera, negli Archivi della Città del Vaticano: all’Archivio Segreto Vaticano, ma soprattutto agli Archivi della Sacra Congregazione per gli Affari Ecclesiastici Straordinari (Segreteria di Stato), che si è concretamente occupata della regia dei rapporti elvetici durante l’assenza del nunzio. All’incrocio tra la storia religiosa e la storia delle relazioni internazionali, questo progetto interdisciplinare si nutre, a livello problematico e metodologico, degli approcci della storia diplomatica (o meglio delle relazioni internazionali: strategie, politiche esterne, rapporti bilaterali) e politica, della Chiesa e della democrazia, delle mentalità e delle rappresentazioni culturali. È questa interdisciplinarità problematica la garanzia scientifica imprescindibile per l’analisi diplomatica dei contatti ufficiosi, ossia il primo livello d’analisi del progetto. Come si riallacciano quindi i rapporti politici e culturali? Roma domanda, in un primo tempo, che siano i vescovi a supplire il nunzio nella costante informazione sull’attualità elvetica, « sullo spirito che anima ed informa l’attuale legislazione specialmente in rapporto alla Chiesa et sopra i sentimenti che professano le popolazioni a suo riguardo ». Ma gli archivi rivelano ugualmente come la Santa Sede conti, a livello diplomatico, su emissari officiosi nelle diverse regioni linguistiche, che intessono progressivamente rapporti informali fra Berna e Oltretevere, promuovendo alcuni incontri che si svolgono segretamente, in territorio elvetico, tra un inviato del Papa e un consigliere federale. I contorni di questo progressivo riavvicinamento diplomatico lasciano trapelare come l’elezione di Leone XIII, nel 1878, rappresenti una svolta, considerata la sua immagine di negoziatore. Ma come è soprattutto guardata, pensata, analizzata, stereotipata la Svizzera da quell’osservatorio tanto antico e privilegiato che rappresenta la Santa Sede? Quest’interrogativo è al cuore del secondo livello d’analisi del progetto che illustra, attraverso le fonti inedite, un prezioso scorcio su come la Svizzera è progressivamente raccontata a Palazzo apostolico, attraverso le voci critiche o compiacenti di vescovi e sacerdoti, diplomatici e aristocratici, consiglieri federali e deputati, semplici cittadini cattolici o riformati, che suppliscono in modi certo diversi ma complementari alla presenza di un nunzio durante mezzo secolo di storia. Come si guarda, Oltretevere, al sistema federale elvetico, alla democrazia, ai partiti politici, alla neutralità? Numerosi sono i documenti che ci aiuteranno a rispondere, cominciando dalle note personali dei diversi segretari degli Affari Ecclesiastici Straordinari, che testimoniano come il nostro Paese è osservato, anno dopo anno, dalla diplomazia pontificale.Attuale più che mai appare, oggi, il legame del progetto con il tempo presente, che permetterà di comprendere storiograficamente l’integrazione dei cattolici svizzeri alla modernità. È nel contesto di questo processo che vanno lette le discussioni in corso sulla creazione di nuove diocesi a Ginevra come a Zurigo, discussioni che affondano in realtà le loro radici nella seconda metà del XIX secolo. Ricorrendo infine il centenario dalla Prima Guerra mondiale, questo progetto si propone non da ultimo di valorizzare la fattiva cooperazione umanitaria, sino ad oggi poco studiata, tra la Svizzera e la Santa Sede nell’aiuto ai prigionieri di guerra, nell’attività assistenziale caritativa, nell’appello alla riconciliazione tra i popoli. Ed è proprio su questo terreno, ossia quello della diplomazia della pace, che si gettano alla fine della Grande Guerra le basi per un ristabilimento dei rapporti diplomatici officiali tra la Confederazione e la Santa Sede.
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