Projekt

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La governamentalità biopolitica e la crisi globale del politico. Il contributo della filosofia interculturale alla creazione di modelli di razionalità alternativi

Titel Englisch The biopolitic governamentability and the global crisis of the politic. The contribution of the intercultural philosophy at the creation of alternatifs models of rationality.
Gesuchsteller/in Chancerel Jean-Louis
Nummer 124602
Förderungsinstrument Projektförderung (Abt. I-III)
Forschungseinrichtung
Haute École pédagogique du canton de Vaud
Institut des sciences sociales Université de Lausanne
Hochschule Universität Lausanne - LA
Hauptdisziplin Philosophie
Beginn/Ende 01.01.2010 - 31.12.2012
Bewilligter Betrag 291'795.00
Alle Daten anzeigen

Keywords (12)

filosofia interculturale; biopolitica; governabilità; neoliberalismo; forme di razionalità ed economia; post-colonialismo; filosofia africana; cultura globale; biopolitics; gouvernamentability; neoliberls theories; politics crises

Lay Summary (Italienisch)

Lead
Lay summary
Lo scopo del progetto consiste nel cercare di mostrare, partendo dalle nozioni foucaultiane di biopolitica e di governamentalità, quale sia la novità costituita dalle teorie neoliberali. L'ipotesi di fondo, che andrà messa alla prova, è che il neoliberalismo non costituisca solo una corrente di pensiero tra altre, ma sia il perno attorno al quale ruota, da qualche decennio a questa parte, un complesso dispositivo di saperi e di pratiche che hanno di mira un nuovo modo di configurare e determinare, su scala globale, il rapporto tra lo spazio economico e quello politico; in tal modo, più che un modo di concepire l'economia, il neoliberalismo si presenta come la cifra di un nuova modalità di gestione sia degli spazi politici, sia dei corpi sociali che li abitano. Alla base di tale nuova arte di governo, che di fatto si è rivelata capace di riconfigurare il senso della cittadinanza e dei diritti delle persone, vi è la pretesa che la teoria economica sia in grado di offrire modalità di intervento in ogni ambito della sfera vitale individuale e collettiva. Il modello di razionalità che sta alla base della teoria economica neoliberale verrà sottoposto ad analisi nel corso dei tre anni nei quali si svolgerà la ricerca con un obiettivo preciso: offrire risposte teoriche praticabili, ovvero capaci di confrontarsi con ambiti disciplinari diversi, a loro volta legati a tradizioni nazionali diverse, di fronte al rischio che la diffusione di modelli di governo di matrice neoliberale producano una sparizione della distinzione tra sfera politica e sfera economica. Se non viene mantenuta una qualche distinzione tra le due sfere, infatti, non risulta più formulabile una teoria della giustizia, la quale deve necessariamente poggiare su basi che escludono la riduzione dell'attività umana al solo perseguimento dell'autointeresse.
Direktlink auf Lay Summary Letzte Aktualisierung: 21.02.2013

Verantw. Gesuchsteller/in und weitere Gesuchstellende

Mitarbeitende

Publikationen

Publikation
NEOLIBERALISMO. UN’INTRODUZIONE CRITICA
Giovanni LEGHISSA (2012), NEOLIBERALISMO. UN’INTRODUZIONE CRITICA.
UBUNTU : UN NOUVEAU MODELE DE JUSTICE GLOBALE
Severino Ngoehna (2011), UBUNTU : UN NOUVEAU MODELE DE JUSTICE GLOBALE, in Aviani&Aviani (ed.), 63-74.
Comment et pour quelles raisons évaluer la qualité des systèmes éducatifs/de formation ?
Sacha VARIN, Comment et pour quelles raisons évaluer la qualité des systèmes éducatifs/de formation ?, in aucune revue.
La topique éducative
Jean-Louis Chancerel, La topique éducative, in Aucune revue.

Zusammenarbeit

Gruppe / Person Land
Formen der Zusammenarbeit
Université di Udine Italien (Europa)
- vertiefter/weiterführender Austausch von Ansätzen, Methoden oder Resultaten

Veranstaltungen zum Wissenstransfer



Selber organisiert

Titel Datum Ort
La gouvernementalité biopolitique et la crise globale du politique 03.10.2012 HEP de Lausanne

Abstract

Il presente progetto di ricerca intende prendere le mosse dalla nozione di governamentalità biopolitica, che è stata coniata da Foucault per poter descrivere in modo efficace le mutazioni che si sono verificate, all’interno sia delle concrete pratiche osservabili nel mondo della vita, sia della discorsività che a tali pratiche si lega, in seguito all’affermazione del modello neoliberale. Tale nozione ha conosciuto negli ultimi anni una ricezione assai vasta soprattutto in quegli ambiti disciplinari all’interno dei quali vengono poste sotto esame le trasformazioni subite sia dai comportamenti e dei modi di sentire collettivi, sia dalle forme di governo - intese quali modalità specifiche di gestione e distribuzione delle risorse - in conseguenza dei processi di globalizzazione. Parlando di biopolitica, Foucault intendeva riferirsi principalmente a due ordini di fenomeni, dall’intreccio dei quali risulterebbe la specificità del neoliberalismo rispetto al liberalismo: da un lato, il fatto che la vita dei soggetti venga fatta oggetto diretto sia di interventi istituzionali specifici, sia di pratiche discorsive variamente situate all’interno dell’enciclopedia dei saperi, dall’altro il fatto che tanto tali interventi quanto tali pratiche discorsive si pongano, consapevolmente, come l’estrinsecazione di un modello di razionalità che permette di conferire un senso alla vita dei soggetti solo in quanto portatori un interesse economico. Ciò comporta un’immediata sparizione della tradizionale separazione tra politica ed economia, ancora operante invece nel quadro della concezione liberale; entro la cornice determinata dal neoliberalismo, ogni processo di soggettivazione si trova infatti ad acquistare un senso e un’intelligibilità non in rapporto all’ideale di una vita buona, da realizzarsi entro contesti in cui vi è posto per la negoziazione delle condizioni di possibilità di quest’ultima, ma in rapporto all’ottimizzazione di un utile, la quale fornirebbe il solo criterio a partire dal quale valutare sia la legittimità di qualsiasi misura intrapresa dagli attori istituzionali, sia la razionalità di qualsiasi corso di azioni intrapreso dagli individui. All’espressione “biopolitica” viene perciò conferita la funzione di esprimere, con una certa icasticità, il confluire di pratiche istituzionali e di pratiche discorsive verso il comune obiettivo di rendere tutto ciò che costituisce la vita degli individui - competenze, abilità manuali e intellettive, attitudini, desideri ed emozioni - non tanto punto di partenza dei processi di valorizzazione, quanto terreno di prova per la sperimentazione di tecniche governamentali atte a promuovere tutti quei comportamenti che si ritengono essere conformi alla razionalità economica. Ora, è precisamente in concomitanza con i processi di globalizzazione che la governamentalità biopolitica acquista tutta la sua rilevanza quale insieme di pratiche capaci di condurre al controllo delle vite sia saltando le tradizionali mediazioni politiche, sia introducendo sostanziali modificazioni nei processi di soggettivazione. Al fine di favorire un consenso il più possibile generalizzato circa la bontà - e l’unicità - del modello di razionalità fatto proprio dal pensiero neoliberale, i processi di globalizzazione si accompagnano alla nascita e all’espansione di inedite forme di controllo sulla vita degli individui, le quali ridisegnano sia i confini della sovranità che il significato della cittadinanza - sovranità e cittadinanza le quali, tradizionalmente, hanno costituito i principali punti di partenza per l’attuazione di quelle politiche che hanno di mira la gestione della vita degli individui intesi come portatori di diritti e di doveri all’interno di collettività amministrate da leggi. Scopo della presente ricerca è coniugare il discorso sulla governamentalità biopolitica con la riflessione filosofica interculturale e postcoloniale. Questi due ambiti discorsivi sino ad ora non hanno conosciuto alcuna forma di integrazione, nonostante il fatto che tanto molti settori del dibattito interculturale, quanto il pensiero postcoloniale abbiano da tempo collocato la riflessione di Foucault tra le proprie fonti di ispirazione in merito a specifiche questioni. La necessità di tale integrazione è data dal fatto che, in primo luogo, il pensiero filosofico interculturale non può non porre tra i propri obiettivi una decostruzione di quei modelli di razionalità di matrice occidentale i quali hanno contribuito, o - come in questo caso - contribuiscono a legittimare forme di dominio e di violenza ben al di là del Nord del mondo. In questo senso, diviene di primaria importanza mostrare - e questo è uno dei momenti centrali del presente progetto - la genesi locale, storicamente determinata, della tradizione di pensiero neoliberale; ciò servirà a offrire una solida base a quelle proposte teoriche che, sorte all’interno di tradizioni di pensiero extra europee, tentano di elaborare delle alternative allo scenario che si è delineato in conseguenza dell’imporsi delle politiche neoliberali. In secondo luogo, il modo in cui il pensiero neoliberale giustifica la propria pretesa di porsi quale latore di un modello di razionalità universale richiede una risposta filosofica che, ponendosi accanto alle critiche del neoliberalismo provenienti vuoi dalla stessa scienza economica, vuoi da alcuni settori del pensiero europeo e statunitense, sappia tener conto dei tentativi compiuti nell’ambito della filosofia interculturale, in particolare africana, di formulare concezioni dell’universale che possano offrire sia parametri per una critica dell’ineguaglianza, sia validi criteri di giustizia. Al naturalismo biologistico, che si colloca tra i momenti fondanti del modello di razionalità neoliberale, potrà essere così contrapposto un modo di concepire la natura umana al quale poter far riferimento in vista di quella riformulazione del rapporto tra sfera economica e sfera politica senza la quale risultano quasi impossibili sia la ridefinizione del ruolo degli organismi politici, nazionali e transnazionali, sia la riaffermazione dei diritti della persona intesi quale punto di partenza irrinunciabile di ogni gestione e appropriazione dei beni planetari.
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